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intervista Gerard Butler www.gerardbutler.net Vicky Allan - Sunday Herald 05/12/2004

GERRY ED I CREATORI D'IMMAGINE

Gerry Butler guida attraverso Hampstead nella sua Audi TT, passa piccoli negozi e le lussuose residenze che "sembrano lontane da Tenesse Williams", un terreno che conosce, il quartiere ebreo di Londra nord, una danarosa parte della città. Viene fuori dall'Audi che gli hanno dato gratis. Tipico, mi dico. E' proprio quando la gente ha abbastanza soldi, che le cose gli vengono date gratis. Ora che Butler è un attore di Hollywood, il protagonista di una serie di film in uscita come "Il Fantasma dell'Opera", "Beowulf e Grendel", "Dear Frankie" e "Burns" (nel ruolo di Robert Burns), e di conseguenza sta guadagnando bene, si toglie tutti gli sfizi. Da irriverente cittadino di Glasgow, sembra confuso ed eccitato da questo.

"Ho chiamato la mia assistente", dice "e ho detto scherzando: credi che se chiedo a qualcuno una macchina, me ne daranno una? E lei mi ha chiesto: Quale vuoi? Ed io: Mi piace quella piccola Audi TT. E' fantastica per muoversi velocemente attraverso la città. Ultimamente mi ci hanno portato in giro per un evento ed ho incontrato la loro capo manager [dell'Audi?] e quando la mia assistente l'ha chiamata, lei ha detto: 'Oh, io amo Gerry. E' grande. Sicuramente, ditegli che può prendere quello che vuole.' Credi, ho chiesto, che l'Audi davvero mi darebbe una macchina? 'Se l'ho chiesto, vuol dire che lo possono fare (mi ha risposto la mia assistente)'."

E' notevole, considerando che poche persone conoscono il nome Gerard Butler. Negli ultimi quattro anni è sembrato posizionarsi permanentemente in una specie di purgatorio tra la grande celebrità e l'anonimato, arrivando con costanza a grossi ruoli e quindi guardando i suoi film, prendere una critica picchiata. Dice di se stesso: "Devo entrare nel Guinnes dei primati per i ruoli che compaiono nei titoli: Attila, Dracula, Beowulf, il Fantasma, Burns."

Dracula 2000 era, secondo il New York Times, un tonfo, un montaggio senza suspence di effetti d'impatto senza emozione; il giornale Rolling Stones ha definito Tomb Rider 2, nel quale Butler interpreta una vecchia conoscenza amorosa di Lara Croft, con queste parole: "Lo scenario non salva questo stupido, abbagliante seguito"; ed ancora c'è un'altra recensione che definisce il Fantasma dell'Opera come un tacchino farcito. Eppure il nome di Butler ha cominciato ad emergere alla superficie. Ad un certo punto si era anche vociferato che egli fosse stato preso in considerazione per il prossimo James Bond, sebbene dica che non è mai stato contattato a riguardo. Com'è potuto accadere? In parte perchè sa recitare (come ha dimostrato nello stappalacrime Dear Frankie). Ed in parte, io sospetto, perchè è un incorreggibile cascamorto. E' una delle sue più grandi risorse. Facciamo la nostra intervista ad Hampstead Heath.

"Vuoi avere il meglio ora?" dice appena si distendiamo sull'erba. "O lo lasciamo per più tardi?"
C'è qualcosa del bambino un pò cresciuto in lui. Guarda distratto un gheppio che sta sorvolando l'erba, poi salta su, ipereccitato:
"Guarda! Ne ha individuato uno? [di vermi?] Scenderà? E' davvero difficile vederli volare così bassi."
C'è forse sua madre in lui. Dice che lei guardava sempre la vita selvatica dalla finestra sul retro, inventando storie sui merli, o uscendo per filmare le volpi nelle ore notturne. Sembra che Butler voglia parlare di sua madre. Nelle passate interviste si è spesso soffermato sulla sua relazione con il suo assente padre, che li abbandonò quando lui aveva pochi anni, ed ora è come se volesse correggere la bilancia. Lei ha avuto, egli dice, un'influenza dominante nella sua vita: è stata sia un padre che una madre per lui. Una donna tenace che non ha paura di combattere.
"Odia i confronti, a meno che non perda la pazienza." egli dice. "Mia madre è una persona di solidi principi e se qualcuno oltrepassa il limite lei glielo dice, non importa chi sei o casa fai, o se ci si trova in mezzo alla gente. E' solita dire: Scusa, ma penso che hai torto e credo sarebbe meglio che tu ammettessi che hai torto. Ed io penso: 'Fermati, fermati mamma.' Proprio l'altra settimana, tornata in Scozia, si è affacciata fuori dalla sua casa dove c'è un grande patio e guardava le montagne distanti. Questo è, lei dice, un tonico per la sua anima. Mia madre direbbe: 'vai dentro e lava quei piatti.' Io direi: 'Mamma, non mi puoi parlare così, sono una star del cinema, ricordatelo!' E lei mi direbbe qualcosa del tipo: 'Chiudi il becco e vai dentro.'"

Butler è abbastanza ammaliatore. Quest'anno, forse appropriatamente, è impegnato nell'interpretare Robert Burns nella biografia che ne farà Vadim Jean. Sebbene Butler parli molto della sensibilità di Burns, la sua connessione con il suo lato femminile e la sua intelligenza, il suo straordinario commento è:
"Era un donnaiolo. Penso sempre che le donne volevano farselo e gli uomini volevano essere lui."
Prova ad aggrapparsi all'umanità del poeta, dice. Questo è un personaggio con cui si relaziona, non proprio perchè Burns aveva un "cuore buono e sensibile" o perchè era scozzese, o perchè viaggiò da Ayr ad Edimburgo, proprio come Butler andò da Glasgow a Los Angeles, per trovare successo, ma per il modo in cui lui era con le donne. E qui arriva la confessione:
"Non sono molto bravo a tenermele (le donne), capisci" egli dice. "E' davvero il massimo essere momentaneamente innamorati, ma la capacità di sostenere (una relazione) per la vita, non sembra che sia qualcosa che io abbia ancora acquisito. Capisci, Burns amava le donne, amava la vita, ma amava anche l'umanità."

Il Fantasma dell'Opera è stata forse una delle sua più grandi occasioni, nonostante la consistente maratona di prove costumi e sottoponendosi ad una registrazione musicale dopo l'altra. Butta là con disinvoltura qualche riflessione ed aneddoto. C'è stato un momento in cui il regista del Fantasma, Joel Schumacher, gli ha detto: "Ascolta, stai per prenderti un sacco di merda dalla gente, anche se sei il migliore attore del pianeta, il migliore per il ruolo, o altro. Ti stai per prendere un sacco di merda proprio perchè il tuo nome non è Michael Crawford (che ha rivestito il ruolo nella versione teatrale)."
Sembra che si sia sentito una specie di opportunista mentre faceva le riprese.
"Un sacco di persone stavano a guardare e dicevano: chi è questo ragazzino? Io dicevo lo stesso. Ma andavo avanti: sto facendo il Fantasma - cosa gli devo dimostrare? Poi c'erano troppe pippe mentali: un ragazzo è vestito da Fantasma che finge di essere Piangi che finge di essere Don Giovanni, nella scena Point Of No Return."
Ricorda la sua audizione per Andrew Lloyd Webber, che ebbe luogo nella casa del compositore. Come arrivò lì un senso di immensità si impossessò di lui.
"Stavo lì in piedi e pensavo: sto cantando questa canzone al compositore, uno dei più famosi pezzi musicali, Music of The Night, ed ho fatto 3 lezioni di canto e chiunque altro avesse dovuto cantare per questo ruolo, avrebbe dovuto cantare da 30 anni. Io ho fatto 3 ore...ed un mucchio di pasticci su me stesso."
La prova cantata fu, egli dice, "una grande stronzata".

Butler, comunque non è del tutto nuovo a queste cose. Agli inizi del 1990, mentre si esercitava per diventare avvocato ad Edimburgo, era cantante in una band, gli Speed.
"Un grande ciao" dice "ad Alan Stewart e Kenny Mullan e tutti i miei compagni."
Aneddoti su quei giorni sono infarciti da risatine quasi isteriche. A quei tempi era presidente della Law Society, mentre Stewart ne era il segretario.
"Ricordo che ci unimmo alla band e c'era una cantante donna. Lei finì con l'andarsene perchè non credo che avrebbe potuto opporsi a me. Ero talmente teso come una corda di violino durante l'improvvisazione e non facevo che ridere. Lei disse: io non canto con lui. Loro fecero alcuni concerti con lei poi dissero: questo non è rock'n'roll. Questa è Kyle Minogue. Vogliamo che torni tu."
Recentemente, durante un ritorno ad Edimburgo, Butler ha cantato con quello che è rimasto della band, rifacendo un vecchio pezzo che era stato scritto su di lui, Going Down Slow (Affondare lentamente).
"Riguardava la tua vita che sta andando in pezzi nonostante stai con qualcuno che ami" egli spiega. "Riguarda molto l'edonismo e sul fatto di essere così dedito al metterti nei pasticci ed allo sballo, che tu vorresti effettivamente sorridere di come le cose sembrano lontane da te."

Sorride ora, ripensando a quei tempi. Era davvero caduto in basso, in una spirale di autodistruzione; insicuro su quello che voleva fare nella vita.
"C'è una cosa che potrei dire riguardo un ampio periodo della mia vita: era un inferno di un mucchio di follie ed era un inferno di un sacco di dolore. Credo che autodistruzione potrebbe essere una giusta espressione per descriverlo. Eppure non rinnego un secondo di tutto quello che è stato... perchè mi ha permesso di apprezzare quello che ho ora, al meglio."
Proprio prima che si laureasse come avvocato, fu licenziato dallo studio legale dov'era impiegato. Fu come se il destino avesse giocato una carta, forzandolo a darsi una mossa. Il giorno successivo, andò a Londra e cominciò la sua carriera recitativa con una piccola parte nel Coriolano. Il recitare, egli dice, lo costrinse ad agire correttamente e in maniera rigorosa. Fu, in un certo senso, la sua terapia. Ora le sue maggiori dipendenze sono le sigarette ed il lavoro. Fuma accanitamente una sigaretta dopo l'altra già dalla mattina, facendo il conto degli innumerevoli modi in cui ha cercato di smettere: un numero telefonico che ha chiamato per ordinare delle pillole chiamate Smokeaway, l'ipnosi, la momentanea conversione religiosa, per la quale stava in chiesa e pensava, se Gesù è morto per un omiciattolo, il meno che posso fare è smettere le cicche. Sarebbe stato grande, pensava, essere in grado di dire alla gente che aveva provato in ogni modo e poi sono stato toccato da Dio.
"Quattro ore più tardi" egli dice "ero al: 'Potrei avere un pacchetto di Malboro rosse?'"
Ha smesso per un pò, ma non è durata. Mi racconta una storia. Un ragazzo di nome Pat una volta gli disse che un suo amico gli aveva detto: "Sai, Pat, sarà un brutto giorno anche se inizi a bere. No, Pat rispose, sarà un gran giorno anche se io inizio a bere. Questo è quando ho dei problemi." Per Butler e le sigarette è la stessa cosa - i momenti buoni hanno trovato il suo punto debole.

Il "gran giorno" fu la notte in cui la sua serie televisiva "Attila" fu presentata per la prima volta davanti ad un pubblico. "Quel ragazzo di USA Network si fermò per presentare Attila e disse: 'Abbiamo fatto questa scoperta. Il suo nome è Gerard Butler ed una volta che avete finito qui, dovreste andare di sopra dove sta recitando in Dracula 2000 di Wes Craven.' Fino a quel momento avevo fisicamente e finanziariamente già fatto il cambiamento di giocare in una grande squadra, ma il mio cuore e la mia anima no. Ho pensato: 'Oh mio Dio, tutto questo è incredibile'"
La notte che lo presentarono e si complimentarono con lui, qualcuno gli porse una sigaretta e - considerando che per due anni non ne aveva sentito il bisogno - lui la prese. Non ha più provato a smettere di nuovo.
"Sfortunatamente per me ci sono certe cose che proprio non dovrei fare e non posso fare."

La dipendenza è qualcosa che non lo ha mai lasciato, egli dice. Lo ha perseguitato in vari modi: facendo sì che si gettasse in modo quasi ossessivo-compulsivo nel recitare, nel suo atteggiamento nei confronti del denaro.
"Sono stato uno incline alla baldoria in ogni cosa della mia vita e credo di essere così anche nello spendere. Andrò avanti e spenderò pennies per più di una settimana, perchè in realtà non ne ho fatto nulla. Non bevo pertanto, capisci, non è una grande spesa. Ma improvvisamente mi troverò a spendere una fortuna in una singola impresa e dirò: 'Da dove mi è venuto?' E' come se mi prendesse una follia che mi soverchia. Arriva come un veloce dilemma ossessivo-compulsivo."
Quello del danaro è chiaramente un punto che cerca di superare. Immagina sempre che se anche dovesse farne tanti (di soldi), vorrebbe vivere modestamente e sebbene provi a mantenere questo principio, ammette che vuole "vivere bene".
"L'altra cosa è: credo che solo spendendo con noncuranza, lo rivrai indietro (il denaro). Credimi, conosco alcune persone che possiedono una discreta quantità di denaro e sono così avare e trovo che questo sia disgustoso. Trovo ciò rivoltante e penso: è così che gestiscono l'essere ricchi?"

Il suo atteggiamento verso il successo, egli dice, è cambiato durante gli anni. Gli piace il successo. Esso, dopo tutto, gli ha portato parecchie cose positive: il conforto di una sicurezza economica, un'autoconferma e un "accesso ai begli oggetti". Ma non è così sicuro riguardo la fama attuale che sembra stare appostata proprio dietro l'angolo. Ricorda che quando è tornato sul palco per cantare con la sua vecchia band alcuni mesi fa, non si è divertito così tanto come si era aspettato.
"Forse avevo sempre sentito che cantare in una band era in definitiva una cosuccia. Era un mettersi in mostra. E ovviamente questo era un aspetto di quando recitai la prima volta. L'andare a Londra ed il desiderio di essere un attore fu colorito con un sentimento di: 'non sarebbe grande essere famoso?' Ma ora penso - avendo lavorato con tante persone famose - che non c'è una gran quantità di vantaggi in questo."
Ci sono continue chiacchere sul fatto che egli sia la prossima grande scoperta. Allora perchè pensa che ancora non è riconosciuto per la strada?
"Credo sia parzialmente perchè questi personaggi vengono tutti da situazioni completamente diverse e con aspetti completamente differenti", suggerisce. "Per esempio, ho visto una mia foto come Fantasma e penso: sono io? O in Attila l'Unno, dove avevo i capelli lunghi fino al sedere ed una folta barba."
La sua ultima metamorfosi riguarda un ricciuto e baffuto Beowulf.
"Ho visto tutte quelle altre (saghe) epiche ed essi (i personaggi) se ne andavano in giro in gonnella con i capelli in piega. Questo (personaggio) non è così. E' fortemente mascolino. E' uno terra-terra e sporco. Con una pesante cotta di maglia. Perchè i vichinghi erano degli elegantoni. Non se ne andavano in giro in gonna".

In questi giorni Butler sembra un pò più vecchio dei suoi 35 anni. Ciò non è dovuto tanto al suo aspetto, quanto al suo modo di fare. Egli è, dice, "un'anima vecchia". Davvero talvolta parla come abbia già fatto tutto e visto tutto.
"Credo che sia come se tu viaggiassi lungo un sentiero battuto", dice "dove talvolta ti avventuri un pò al di fuori e, quando sei giovane, sei come un giovane animale che non sa che deve rimanere su quel sentiero. Così tendi a staccarti virando più bruscamente di quello che fai quando diventi più vecchio. Così alla fine, man mano che passa il tempo, realizzi che rimanere sul sentiero più che puoi non sarà così eccitante, ma è un punto di vista dannatamente migliore".

Traduzione di Giorgia
 
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