| Tonight Show (Jay Leno) - 11/01/2005 |
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 TONIGHT SHOW di Jay Leno. Puntata dell'11 gennaio 2005.
Il video, di Webberphan (gerardbutler.net), è scaricabile da QUI oppure da QUI.
Come al solito si raccomanda di non guardarle il video on line ma di scaricarlo sul vostro computer.
La traduzione
Jay: Il mio prossimo ospite viene dalla Scozia, in questo periodo sta interpretando il Fantasma nel nuovo film "Il Fantasma dell'Opera". Diamo il benvenuto a Gerard Butler.
[Il pubblico acclama, l'orchestra suona "Music of the Night". Gerry entra e appoggia una mela finta sulla scrivania di Jay]
Jay: Oh, hai una mela. Grazie tante.
Gerry: [con accento americano] Hey, sono Bobby Manzana!
J: Bobby Manzana - ottimo, davvero ottimo!!!
Gerry: [con accento americano] Come stai? Come stai?
J: Molto bene, hai visto lo show.
G: Ho visto lo show. [con accento americano] Voglio fare un film. Voglio che sia serio, e che sia divertente, una commedia, ma anche… uh… serio, e con un po' di commedia, e… uh… yeah…
J: una commedia completa.
G: [con accento americano] Una cosa che nessuno ha mai fatto prima. Fantastico, mi piace.
J: Adesso dimmi, Gerard…
G: Ne vuoi un morso, a proposito? [prende la mela]
J: No, non ne voglio un morso
G: Non credo che dovresti… [ride]
J: Oh no… Suona francese. "Geràrd". E' come Gerard Depardieu.
G: Sì. Um. E'… è… beh… è francese ed è anche irlandese. Tutta la mia famiglia è di origine irlandese [chiede all'audience] Ci sono degli irlandesi qui? [l'audience acclama]
J: Lasciami dire che non sembri un "Geràrd". Sembri più un…
G: Vedi, voi ragazzi dite "Geràrd", sai, come [in accento americano] "Geràrd", e, sai, "Geràrd". Mia mamma e la gente in Scozia dicono "Gèr-erd"
J: Gerard?
G: [in un profondo accento scozzese] "Gerard. Il tuo nome è Gerard." E… e… è buffo ma ho fatto un'intervista per una rivista qualche anno fa e loro mi hanno chiesto "Come dobbiamo chiamarti" e io ho detto "Well… dite solo Gerry", perché quando gli americani dicono Gerard mi fanno diventare pazzo.
Ma loro hanno capito nel modo sbagliato ed hanno scritto sulla rivista che io odiavo essere chiamato Gerry. E così tutti i miei amici hanno cominciato a chiamarmi " [con una vocina da presa in giro] "Ooh, GERard" [l'audience ride]. E [ho detto] "Non ho detto quello! Non ho detto quello!" [si gira verso Scarlett Johansson]. L'ho fatto, Scarlett?"
Scarlett: no di certo.
G: Grazie.
J: Adesso ovviamente la gente sa che vieni dalla Scozia, ma mia mamma, la mia gente, i miei parenti sono di Greenock (Greenwich). [pronunciato GREE-NUCK]
G: [forte accento scozzese] Greenock.
J: Greenock.
G: Greenock, io amo Greenock. Well, yeah, um, well, il tuo produttore lo chiama [in accento americano] "Grennuch. Grennuch."
J: No, è Greenock.
G: [forte accento scozzese] Greenock!
J: Greenock.
G: Greenock. And, um, yeah, è proprio lungo la strada dove sono cresciuto. Sono cresciuto in un posto che si chiama Paisley.
J: OK.
G: è lontano cinque miglia e io ci vado a correre. E adesso è l'introduzione perfetta… avete sentito parlare di "Dear Frankie", il film che sta uscendo? [l'audience grida] E' ambientato a Greenock.
J: Ok, oh, eccezionale!
G: E… um… e ero così orgoglioso, perché, sai, è stato presentato un pò in giro. Ero a Cannes, ed era fantastico, ed ero a Tribeca, il film festival, e lo guardavo [il film] e pensavo "E' meraviglioso! E' dove sono cresciuto e ora ho fatto un film che lo mostra al mondo… o a 25 persone"
J: Yeah. [il pubblico ride]
G: Lo è davvero, carino. Andate a vedere il film se volete vedere Greenock [il pubblico grida] da dove viene la madre di Jay.
J: E dove bazzicavo da piccolo. Ma tu hai ancora la famiglia là, vero?
G: sì, sì, sono tutti a Paisley e nelle Highlands, dove mia mamma ora vive con il mio patrigno.
J: Sei un Highlander.
G: Sono un Highlander. E in effetti loro vivono a cinque miglia da Balquhidder, che è il luogo dove Rob Roy McGreggor è seppellito.
J: Ooh. [qualcuno dell'audience applaude]
G: [indica l'audience] Il pubblico è entusiasta… "Yes! Yes!"
J: sai una cosa, la percentuale di persone che conosce le tue citazioni si fa sempre più esigua,te ne sei accorto? [J. fa lo spiritoso perchè prima solo pochi hanno applaudito].
G: [ride] Una persona, sì!
J: Ora, c'è qualcun altro nello showbusiness?
G: In famiglia? No,no,ma c'è un sacco di gente che pensa che lo siano (nello show business).
J: Sì
G: ma… um… no… um… mia mamma a dire il vero è una docente universitaria, insegnava economia, e mio padre era un folle in… um… Canada. E io non ho visto mio padre per quattordici anni. E' stato un allibratore, aveva cinque agenzie di scommesse, e chiunque avesse una scommessa da fare diceva "andiamo da Butler", perché lui accettave sempre le scommesse rischiose.
J: Capisco…
G: E così alla fine andammo in bancarotta - beh… avevo solo sei mesi, non avevo responsabilità in questo - ma noi prendemmo il volo di mezzanotte per il Canada, per Montreal, e allora [l'audience acclama]… Yo, baby!… Allora quando tornai a Toronto, cominciai a frequentarlo, e lui andava in giro con un ombrello sulla testa (un cappello ad ombrello [n.d.t.]) perché allora aveva un negozio di ombrelli. E mentre io ero là [Jay ride] - era pazzo, era l'uomo più divertente…
Scarlett: Non è vero
G: Lo giuro su mio…
Scarlett: non ci credo
G: [all'audience] Qualcuno ha consciuto mio padre? Andava sempre il giro con questo - la bandiera del Canada. E allora, mentre ero là, e lui viveva in questo lussuoso attico, nel Palace Hills di Toronto; decise di andare in Togo, in Africa, e comprare 50.000 dollari d'oro. Ma finì per comprare rame. E allora prese la malaria…
S: NON E' VERO!!!
G: LO GIURO SULLA MIA VITA!!! Non chiamarmi bugiardo sulla televisione nazionale [il pubblico ride e applaude]
J: Non puoi inventarlo, davvero.
G: non sono venuto a parlare di come Scarlett impiega dieci minuti parlando del sedile della toilette [il pubblico ride e applaude], non vi prendo in giro. Così, lui andò in Togo, comprò il rame, prese la malaria e finì all'ospedale. Dovevo andarmi a far fare delle punture (vaccini) e andare giù. Allora sua moglie franco-canadese, la mia matrigna, disse [con accento francese (e qui Gerry fa veramente sbellicare!)] "Nessuno mi prenderà in giro, io sono francese, andrò là e glielo farò vedere a questa gente!" Quindi, lei andò giù, ed era sul volo che faceva scalo a Parigi. Cadde dalle scale - [si rivolge a Scarlett] sul serio! - si ruppe una caviglia, la portarono a Togoland e si ritrovò in ospedale con mio padre. E io avevo questo attico a Toronto. E devo dire che mi dispiaceva, però mi sono divertito come un matto." [il pubblico ride].
J: Che piacevole e gratificante storia familiare!
G: Lo so.
J: Ho sentito che tu sei stato scoperto in una caffetteria. E' una di quelle botte di culo…
G: Si, lo è stata. Ho studiato legge per cinque anni e ho fatto pratica come avvocato per due anni finchè non sono stato licenziato. Ero frustrato - il primo avvocato ad essere licenziato in Scozia. Perché ero un po' pazzo e disilluso su quello che stavo facendo. Così mi trasferii a Londra e conobbi una coppia di persone in affari. Conobbi questa direttrice di casting e lei disse "se mi aiuti a fare il cast per un lavoro teatrale di Steven Berkoff, puoi dirgli 'ciao'". Gli dissi "ciao" il primo giorno, ma lui mi disse solo [in accento inglese] "Oh, ciao" e nient'altro. Il secondo giorno gli offrii un caffè e cominciammo a parlare. E lui fondamentalmente disse "Così sei un attore?" E io dissi "Sì… no… sì… non lo so… vorrei esserlo." E gli chiesi se potevo fare un'audizione e lui rispose "Certamente". Io andai, ed ero come [fa una faccia minacciosa]… e i miei capelli erano tutti… [si passa le mani avanti e indietro sulla testa per simulare i capelli arruffati] ed ero tutto… [ringhia]. Ero veramente su di giri, proprio come piace a Steven Berkoff, se qualcuno lo conosce. E io ottenni il lavoro.
J: Grande!
G: [a Scarlett] è grande?
S: Sì, mi piacciono i… [mima i capelli arruffati]
J: Adesso parlaci del "Fantasma" [il pubblico grida]. Parlaci del Fantasma. Rapidamente.
G: [ride] Parlarti del Fantasma rapidamente? Beh…
J: Parla del tuo occhio. Non voglio tralasciare nulla, ma…
G: sì, beh, penso che tante persone qui sappiano cosa accade nel Fantasma, comunque [il pubblico grida]. Oh, grande!!! Sono così felice che l'abbiate visto! Beh, si, in pratica… sai… ovviamente la protesi prendeva molto tempo. Le prime tre volte ci sono volute nove ore. Mi dovevano incollare sotto l'occhio un pezzo di seta e poi mettevano pezzo di spago che scendeva lungo la mia faccia, attorno alla schiena [traccia dove il filo andava], qui giù, attaccato ad un pezzetto di metallo, e tirava giù il mio occhio così e… ed era un incubo. Inoltre quando lo attaccavano dovevano metterci l'alcol…
S: Perché lo dovevano mettere nella schiena?
G: Non lo so. Era perché così non lo potevano vedere, era sotto la protesi, e tiravano il pezzo di spago dietro la schiena…
S: E' così fastidioso!
G: Hai ragione. Voglio parlarne a qualcuno.
J: Date un'occhiata, abbiamo una scena del "Fantasma dell'Opera". [il pubblico grida]
[parte un clip da "Music of the Night"]
[il pubblico grida e applaude]
J: Il Fantasma! Grande lavoro!!!
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