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| Interview : Gerard Butler |
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| intervista |
Gerard Butler |
www.gerardbutler.net |
Paul Fischer |
22/12/2004 |
 INTERVISTA: GERARD BUTLER
Prima di tutto Gerard Butler deve molto a "Dracula 2000". Affascinante, spiritoso, mascolino, Butler sembra essere il perfetto Fantasma nella versione cinematografica del Fantasma dell'Opera. Anche guardandolo in Dear Frankie e Beowulf, Gerard Butler è una stella in ascesa, ma è la persona modesta che ha parlato con Paul Fischer a New York.
PF: Devi molto a Dracula 2000 se c'è da credere alle note della stampa, e pare che sia stato questo film che Joel Scumacher abbia visto....
GB: C'erano sei film in programmazione e lui li aveva visti tutti, così disse: "Oh, me**da, dovremmo proprio andare a vedere Dracula."
Mi racconta comunque la storia. Questo per dire che può esserci un solo personaggio, un solo film che qualcuno vede, che può dare ispirazione a questo qualcuno.
PF: Cos'è stato divertente nell'interpretare due personaggi simbolici? Hai fatto Dracula, Beowulf ed ora questo.
GB: Probabilmente avrei dovuto pensarci perchè è una domanda abbastanza comune. la risposta è che
davvero non lo so. So solo che quando leggo un copione che mi affascina, amo prendermi una rivincita sull'oscurità dell'anima, ma non so proprio come spiegare. Non l'essere cattivo per essere cattivo, ed essere divertente, ma l'essere cattivo e provare a... se tu provi a mostrare comprensione ed a capire perchè è cattivo e dare le cose che dà al pubblico, puoi avvicinarti a ciò e simpatizzare con il personaggio.
PF: Il personaggio del film va molto più in profondità di quello del palcoscenico. Quanto è stato importante questo elemento che ci ha portati a sapere cosa manovra il Fantasma?
GB: E' la separazione che ho con la rappresentazione teatrale, anche se amo molto quest'ultima. E' molto divertente ed alla fine molto commovente. Ho letto il copione per fortuna prima di vedere la rappresentazione teatrale, pertanto era completamente nuova per me la versione che ne aveva fatto Schumacher, che è ovviamente molto più complicata emotivamente. Quando vengo in contatto con qualcosa, io già mi immagino di interpretare quel ruolo e conosco la direzione ed i sentimenti che gli posso dare. E' una prospettiva molto eccitante, perchè se una cosa mi prende non sono differente da tanti altri. La stessa cosa è accaduta con Dear Frankie: quando ho letto quel copione, ho pensato, posso sbagliarmi? Se è così commovente e profondo per me, sicuramente posso farlo nel modo più semplice: nulla di più facile di Dear Frankie, perchè io comprendevo quel ragazzino. Non sono bravo a lavorare in maniera tecnica, ma cerco di fare le cose come le sento istintivamente.
PF: Ma con il Fantasma hai anche corso il rischio di ricalcare i passi di Michael (l'interprete teatrale), con cui lui è strettamente identificato. Sei stato sorpreso quando si sono presentati prima a te con questa proposta?
GB: Fui molto sorpreso quando la prima volta sono venuti a cercarmi, perchè io non sono un cantante. So cantare, ho cantato per un certo periodo tempo fa, ma non ho mai preso una lezione di canto in vita mia. Quando mi contattarono, avevo cantato per divertimento in una rock band, quando facevo apprendistato come avvocato. Ma sembrava che andasse bene così. Così quando vennero da me, pensai: "Perchè? Io sono troppo giovane e non ho esperienza musicale". Così fui stupito fino a quando non lessi il copione e capii che avevo molto da spartirvi. Capii anche, e questo mi sorprese, che Joel Schumacher - che io già conoscevo, eravamo amici - che se c'è una cosa in cui Joel è un genio è proprio nella scelta del cast. Pensai: "C'è qualcosa in tutto ciò, deve avere qualche ragione per venire da me" e quindi quando lessi il testo, capii e parlai con lui e lui mi spiegò che voleva stravolgere l'intera epoca; vidi il genio in tutto ciò. Penso che sia tutto molto più eccitante per il Fantasma, perchè è un uomo al culmine della sua vita. Pertanto gli è negata la sessualità, l'intimità. Credo che sia molto più eccitante quando sai che ha già una storia, che ha avuto un sacco di sofferenze, ma ha ancora così tanto da offrire, ma questo amore non è per lui, e questo mi uccide completamente.
PF: Cosa pensi dell'impatto che questo film avrà su quelli che hanno tra i 18 e 25 anni che non sono abituati ai musical classici, come questo, che non è come Chicago?
GB: Ti dirò una cosa: per quello che mi riguarda, io sono un attore, io faccio qualcosa perchè mi commuove e quindi dovresti aspettarti di capire perchè qualcosa riesce a colpire il pubblico. Se propongo qualcosa, è per la stessa ragione per cui mi ha colpito. Siamo tutti dei cuori romantici e passionali e non c'è nulla come un oscuro romanzo che ci possa agitare, non importa che età hai. In testa a ciò, questo film ha tutto. Ha molto della vecchia Hollywood ed è come un vecchio musical, ma nello stesso momento è vibrante e vivo, è bellezza, è lussuria, ha una grande energia, perchè è quello in cui Joel è grande nel rendere. Cinematograficamente è grandioso. La musica appartiene a tutte le età. Quando mi è capitato di passare dove proiettavano il Fantasma qui a New York, non riuscivo a capacitarmi di quanti ragazzini entrassero nel cinema. Quindi è ovviamente la loro storia e ciò accade a tutti. E il film rende questo più accessibile per via del prezzo. Un sacco di ragazzini non vanno a teatro per via del costo, ma ora lo possono vedere al cinema ed acclamarlo. Questo film ha ricreato il mondo del Fantasma, del Teatro dell'Opera di Parigi, in un modo oscuro e sensuale. E puoi rivendicare il diritto di abbandonarti ad una romantica, tragica storia d'amore, ma è anche... ho dimenticato cosa volevo dire.
PF: Com'è stata la tua esperienza nell'incontrare Andrew Lloyd Webber? Detto tra noi sembra un tipo nervoso e timido.
GB: Si, credo che fosse nervoso. Capisci, la questione è che nella mia mente io consideravo il film come un'interessante produzione indipendente, cosa che era. Questo mi ha aiutato a non mostrarmi troppo nervoso. Sapevo anche, e questa è una grande filosofia, che io lavoro molto, molto duramente come attore. La seconda cosa che sapevo, anche prima che incontrassi Joel, era che stavo lavorando con un insegnante di canto, prendendo delle lezioni, anche prima di sapere quanto gli interessassi per il ruolo. E poi, dopo tutto, ho sempre saputo se potevo cantare o meno. Ho fatto tanto di quel lavoro e quindi gli esperti mi diranno se sono in grado di mettermi alla prova con questo tipo di canto o meno. Così ciò non mi ha reso nervoso: sarebbe stato un si o un no. Penso che recitare sia molto più difficile; è un confronto con la tua anima. Credo che una cattiva audizione di recitazione possa andare molto peggio di un'audizione di canto. Hai uno spartito e delle note che puoi mettere di seguito. Se non sei bravo puoi perdere il 20%, ma in una cattiva audizione di recitazione posso perdere il 300% oppure posso fare faville. Pertanto non ero nervoso fino a quando mi ritrovai accanto al piano e poi l'enormità di quello che stavo crcando di ottenere (mi accendeva), e la mia mente è partita: "No, questo non è un film interessante e indipendente. Questo è il Fantasma dell'Opera, probabilmente il più grande musiacal di tutti i tempi. E sto cantando Music of the Night - una delle più famose canzoni di tutti i tempi, che è stata cantata e resa famosa da qualcuno che non sono io - di fronte al compositore, uno dei più famosi compositori di tutti i tempi". Tutte queste cose si avvicendavano nella mia mente ed allora le mie gambe cominciarono a tremare. Simon Lee stava suonando il piano ed egli era... (Butler imita il suo boccheggiare). Era come l'atto di una commedia, lui mi diceva di respirare, ma era lui che prendeva fiato (continua a boccheggiare). Cominciai a cantare e naturalmente io sono il peggior detrattore di me stesso. Pensai di aver cantato in modo terribile, ma Andrew glissò.
PF: Quanto ti è piaciuto il prodotto finito?
GB: Mi ha rapito. Ho sempre sentito che stavo facendo qualcosa di speciale, anche se non conoscevo la straordinaria quantità di capacità evocativa e talento che vi è stata profusa. Quando l'ho visto, ho pensato: "Quando l'ha fatto? Quando l'ha fatto?" Ed ho amato tutto questo perchè quando ho finito di girare il film e sono andato a vederlo ho quasi desiderato di non comparirvi perchè vieni coinvolto (dalla paura) di essere stato troppo fatuo nella tua interpretazione. Ho amato questo film a tal punto che ho pensato che desideravo non essere in esso perchè non riuscivo a rilassarmi ed a godermelo.
PF: Quanto della tua interpretazione c'è nella musica come unica forma di espressione?
GB: Ad essere onesto, credo la maggior parte del mio lavoro che ho affrontato come attore. Come quello che ho fatto in Islanda, vuoi per le condizioni, vuoi per i tempi stretti. Ma vorrei dire che è stato il più difficile per il fattore dell'immedesimazione emotiva. L'attore che lo fa sul palcoscenico lo deve amare otto volte a settimana. Ma l'abbattimento emotivo per 6 settimane, 15 ore al giorno... stavo per diventare pazzo, urlavo e piangevo. Ero davvero in quella condizione. Alla fine ero quasi un caso disperato. Era come una montagna russa emotiva che conoscevo ed affrontavo, quando ho cominciato il lavoro, e poi, ovviamente, c'era il cantare che era una pressione aggiuntiva. Infatti alle volte diventava molto duro, perchè nonostante fossi stanco dovevo ancora registrare. Ho fatto riprese tutti i giorni e poi ho dovuto ancora lavorare sul canto e le registrazioni. Stava peggiorando perchè la mia voce stava diventando più stanca. Si, c'era così tanto che volevo esprimere attraverso la voce, perchè non hai la possibilità di essere così fisicamente, teatralmente espressivo. Pertanto, per me, la voce è un delicato impulso ed ho dato tante sfumature emotive da comprendere. Ho potuto farlo. Onestamente, ho voluto sentire la storia della sua vita in ogni nota, che credo sia quello che lo risvegli all'inizio, perchè ho sempre sentito che al di là di Music of the Night, che è sempre il momento più seduttivo, c'era una sfumatura di dolore. Come se avesse saputo che tutto ciò non era destinato a lui. Era un controllato eppure disperato tentativo di raggiungere qualcosa in cui sapeva di non avere possibilità. Forse era troppo, ma è stato il mio istintivo sentire quando l'ho letto la prima volta, ed avrei voluto pensare: "E' così triste". Joel avrebbe detto: "Ma è così sexy". In qualche modo, comunque, abbiamo provato ad immedesimarci entrambi in tutto ciò. Questa è una delle cose più eccitanti. Se puoi fare Point Of No Return, che è così emozionante e così maledettamente sexy e sensuale e lussurioso ed anche tragico, anche tu puoi sentire tutte queste cose nello stesso momento, sono quasi come delle emozioni contrastanti. E' come, per esempio, se tu guardi un film come Billy Elliot, ti fa ridere e piangere allo stesso tempo. Questa è stata l'esperienza che ho avuto quando ho visto Point of No Return. Nel finale, quando guardo negli occhi Patrick Wilson, che è un attore eccezionale e realistico, potevo vedere quest'uomo morente davanti a me per un nulla, mi ha spezzato il cuore e nonostante ciò volevo ancora ucciderlo. Avrei voluto uccidere qualcuno (alza la voce) e contemporaneamente avere il cuore spezzato, e questo è quello che è stato il mio destino nell'interpretare questo scellerato personaggio, è stato affascinante.
PF: Mi puoi dire qualcosa riguardo la tua esperienza in Islanda? Com'è stata?
GB: Da oggi, probabilmente l'Islanda e la Scozia saranno i miei due più memorabili paesi. Mi è congeniale, ogni cosa è così grezza e primaria. Ero rapito da panorami che non crederesti mai che possano esistere su questo pianeta. La gente mi ha davvero sorpreso. E' una comunità davvero pittoresca, senza ego. Sono molto con i piedi per terra ed ho lavorato con alcune tra le più difficili condizioni di ripresa. Ho lavorato a zero gradi centigradi bagnato fradicio per due notti. Ho fatto riprese su un fiume ghiacciato. Un giorno i finestrini di otto macchine sono stati frantumati da delle tempeste di ghiaccio ed il nostro campo base è stato spazzato via cinque volte. Era folle. C'è stata una scena dove quattro attori sono stati spostati di 3 piedi oltre la loro posizione da una raffica di vento. Abbiamo cercato di fare le riprese con delle condizioni pazzesche, e per questa ragione è stato più duro, ma queste esperienze sono quelle che ti rimangono più impresse. Ma amo anche la storia ed il fatto di essere rimasto affascinato dai panorami.
PF: Sei stato a Blu Lagoon?
GB: Sono stato a Blu Lagoon, ed ai geyser dove le sorgenti termali venivano su dai ghiacci. Attualmente sono una delle poche persone di questo pianeta che può affermare di essere stato su una motoslitta con (la co-star) Stellan Skargard, avvinghiato al mio petto. Bei pettorali, ragazzi! (ride). Ho visto le luci del nord mentre ascoltavo i Cigaros [gruppo musicale islandese?]. Non so se li conoscete. Sono un'esperienza davvero speciale, guardare su e vedere le luci del nord baluginare nel cielo mentre ascolti i Cigaros, e capisci, capisci perchè questa gente d'Islanda suona la musica con molta più anima. Non è necessariamente bella (la musica), ma è profonda.
PF: Che mi dici di quello che ti ha interessato in Beowulf?
GB: E' un racconto inusuale, non proprio un poema, quello che capisci, il pubblico ha già il vantaggio di aver incontrato il troll. In un certo modo è una metafora sul razzismo. Grandel è di un'altra razza che gli umani non comprendono. Beowulf vuol combattere, ma Grandel no, così si rimane in una posizione di stallo, con un nemico che Beowulf comincia ad apprezzare. Non è davvero un nemico, ma qualcosa che è più bello e più puro della metà di un essere umano. Nonostante questo sono sulla strada di un inevitabile conflitto. E' una delle più affascinanti, inusuali storie che abbia mai letto. Un nuovo intero linguaggio è stato creato nella vena della saga. Direi quasi pacato, eppure crea certe emozioni nello spettatore. Anche se il film non dovesse avere successo, sono felice lo stesso di averlo fatto.
PF: Quali sono stati gli effetti psicologici nell'indossare la maschera del Fantasma?
GB: Sai una cosa? C'è il bene e c'è il male e quindi cerchi di usare il bene per il bene. E' molto strano avere una maschera infilata sulla tua faccia dopo che hai lavorato così duramente sul personaggio. E dopo provare a cantare sullo schermo e renderlo credibile. Sentire veramente la tua interpretazione ed il sincronismo labiale è strano, ma del resto se era bizzarro per me, lo era anche per lui (il personaggio). Così credi che c'è qualcosa con cui devi avere a che fare e con cui lui deve avere a che fare. Nello stesso tempo ti fa piacere perchè mettersi questa maschera è un'esperienza che ti arricchisce. Si può vedere. Quella maschera è davvero un'inquietante, potente presenza fisica ed arrivi a capirlo passando molto tempo guardandoti allo specchio. Dunque le molte ore passate al trucco per l'applicazione (della maschera) mi avrebbero fatto strillare a livello psicologico. L'incollare il mio occhio è stata una tortura. Nel momento in cui finivano e ti guardavi nello specchio non stavi proprio nelle condizioni migliori, eri pronto a staccare la testa di qualcuno a morsi, ma era anche emozionante perchè realizzavi che era così che ti dovevi sentire. Così tutte le cose che hai dovuto affrontare e gli sforzi che hai fatto ti aiutano a creare il personaggio.
PF: Credi che la Miramax pubblicherà Dear Frankie?
GB: Sì, sì lo faranno, è un gran film.
PF: Hai qualcosa in comune con i tuoi personaggi?
GB: Sono incredibilmente dissimile. Sono un bonaccione ed un allegrone.
PF: Non sei un ragazzo sexy?
GB: Non sono affatto sexy.
Traduzione di Giorgia
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