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| Gerard Butler (da: L'uomo Vogue - aprile 2005) |
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Adesso è una star. Lo è da poco - tipico caso di overnight celebrity - da quando
è uscito "Il Fantasma dell'Opera" di cui Gerard Butler (35 anni compiuti a novembre)
è protagonista con il ruolo del titolo. Eppure nessuno ancora sa riconoscere
in lui il vampiro di "Dracula 2000" di Wes Craven, né il Terry Sheridan di "Lara
Croft Tomb Raider: La culla della vita". 
"Presumo che debba ritenerlo un complimento, il fatto di apparire così diverso
da un personaggio all'altro da non essere riconosciuto", diceva l'attore scozzese
lo scorso mese a un giornale britannico. meno ancora lo sarà dopo questo film,
dove Gerry - così preferisce essere chiamato - recita (e canta nella versione
originale) con metà volto coperto da una maschera. Non che passare inosservato
gli dispiaccia, del resto: è infatti geloso della sua privacy. Ma non deve essere
facile mantenere l'anonimato, alto (1 metro e 88) forte e maschio com'è. Tanto
più ora che Poeple l'ha inserito fra gli uomini più sexy del pianeta. Lui glissa:
"preferisco essere apprezzato come attore che interpreta ruoli interessanti
più che come tipo sexy. Non è che sia bello come un modello...".
Affabile
e autoironico, non fa mistero del suo passato da alcolista. Da giovane, studiava
legge all'università di Glasgow e intanto cantava in un gruppo rock chiamato
Speed.
"Di giorno provavo a fare l'avvocato, e di notte ero una versione junk di Jim
Morrison. O almeno pensavo di non essere così male", racconta. "Come cantante
ero stato scritturato per tre sere ma fui cacciato via. Una volta mi esibii
in tre pezzi, strillando e facendo casino per strada. Nella serata più importante,
mi buttarono fuori dal palco due volte perchè avevo cominciato a inveire violentemente
contro il pubblico".
Concludeva poco, così prima dell'esame finale andò in America per un anno.
Ma anche lì, "la sregolatezza connaturata in me prese il soravvento; riuscivo
solo a cacciarmi in un guaio dopo l'altro".
Alla fine tornò in Scozia per laurearsi, ma proprio per i problemi con l'alcol
lo espulsero dal corso. "A una settimana dal diploma, e dopo che avevo perso
sette anni della mia vita, mi mandarono via. Un momento terribile, ma fu allora
che decisi di mettermi a recitare. Del resto fare l'avvocato non mi era mai
piaciuto, e poi tutto il male non viene per nuocere. Il giorno dopo feci i bagagli,
me ne andai a Londra e dissi: - Fanculo, hai toccato il fondo, ora vedi di risalire
più che puoi -".
In un bar si imbattè nel'attore e regista Steven Berkoff, che gli offrì una
parte in "Coriolanus". Da quel momento si è dato unicamente alla carriera. Ha
continuato a recitare in teatro fino al '97, anno in cui ha debuttato al cinema
anche se con ruoli minori ("Mrs Brown" e "Il domani non muore mai"), almeno
fino a oggi. Intanto anche le sue esperienze da rock singer si tramutavano in
vantaggio. "Ci serviva qualcuno con un tipo di sensibilità musicale vicino al
rock", dice Lloyd Webber, autore del pluripremiato spettacolo teatrale da cui
è tratto "il Fantasma", che ha firmato la sceneggiatura e le musiche del film
diretto da Joel Schumacher.
"Doveva essere un po' rude, un po' inquitante, non un cantante convenzionale...
E Butler ha una fantastica voce da tenore rock".
Gerry dal canto suo confida di essere rimasto folgorato e commosso dalla lettura
del copione.
"Mi sono identificato col personaggio, con la sua passione, la sua sensibilità
artistica e la sofferenza e l'isolamento che lo hanno sempre accompagnato nella
vita. Il Fantasma è una persona di doti straordinarie, con una forza ed un carisma
quasi magici, ma allo stesso tempo ha il risvolto dark del bambino abbandonato.
Anch'io nella vita ho attraversato momenti bui, perciò so bene cosa prova".
Il personaggio, spiega, è un po' tutti noi perchè "più invecchi e più il tuo
bagaglio diventa pesante: ci sono cose che non vuoi lasciarti alle spalle, cose
di te che non vuoi rivelare perchè temi che che gli altri ti giudicherebbero
brutto e ripugnante. Credo che il Fantasma abbia un impatto così forte sul pubblico
perchè la gente si identifica con la sua sofferenza".
Gerry è appena tornato a Londra, dove vive, dopo un rapido tour negli States, per rifugiarsi nell'anonimato. E per prepararsi al suo prossimo ruolo, quello del poeta scozzese cui è intitolata "Burns", biopic diretta da Jean Vadim, le cui riprese inizieranno a primavera.
(Anna Gloria Forti - L'Uomo Vogue aprile 2005 n°360)
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