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60 Second Interview with Gerard Butler        
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intervista Gerard Butler www.gerardbutler.net 16/12/2004

60 Second Extra! - Hai iniziato facendo il tirocinio come avvocato?
Ho studiato alla Glasgow University ed sono pure stato il presidente dell'associazione di legge. Poi ho fatto tirocinio con uno studio legale fantastico a Edimburgo, quando tutto ha cominciato ad andare male.

60 Second Extra! - Quindi sei stato tu ad obbligarmi a firmare un contratto non-sindacale prima di iniziare l'intervista?
Non ho niente a che fare con le questioni legali. Leggo a malapena i miei contratti. Adesso che mi son lasciato quei giorni alle spalle, non voglio rischiare di tornarci per alcun motivo.

60 Second Extra! - Quindi hai abbandonato lo studio legale una settimana prima di abilitarti?
Sono stato licenziato. E' stato un periodo imbarazzante della mia vita, sentivo che stavo perdendo il controllo e lo studio è stato sensibile nei miei confronti. Quindi una settimana prima dell'abilitazione mi dissero: "E' ovvio che non sei felice, dovresti fare qualcosa in cui credi perché potresti essere perfetto per quel qualcosa". Non ho mai provato risentimento nei loro confronti, e grazie a Dio l'hanno fatto altrimenti non sarei qui. Che accadesse una settimana prima di qualificarmi è stato un po' strano ma, ripensandoci, una settimana prima è il tipico stile Gerry Butler. Sono molto teatrale.

60 Second Extra! - Starsene seduti nel Dorchester mentre altri ti portano il pranzo è probabilmente un bel modo per rimembrare il passato?
Certe volte mi vien voglia di chiamarli e dirgli: "Vi ho mai ringraziato per avermi licenziato?". La settimana prima di essere licenziato, ho visto Trainspotting a teatro, e ho pensato: "Posso farlo anch'io". Mi stavo rodendo il fegato. Quindi il giorno dopo essere stato licenziato, mi son trasferito a Londra per inseguire la carriera di attore. E l'anno dopo ero di nuovo sullo stesso palco con lo stesso ruolo - Renton in Trainspotting - all'Edinburgh Festival. Tutti gli avvocati con i quali ho lavorato, inclusi i soci dirigenti che mi avevano licenziato, vennero allo spettacolo e dopo mi abbracciarono, dicendomi quanto fieri fossero di me. C'era una bellissima armonia nell'intera situazione.

60 Second Extra! - Com'è stato il tuo provino a casa di Andrew Lloyd Webber?
Non ero nervoso di cantare per Andrew, fino a quando non s'è messo al pianoforte. Stavo per cantare il suo pezzo, Music Of The Night, e la gamba ha iniziato a muoversi separatamente rispetto al mio corpo. Ho subito pensato: "Oh mio Dio, sto per cantare una delle più famose canzoni di tutti i tempi di fronte al suo compositore, uno dei più famosi compositori di tutti i tempi, e hey, non sono un cantante".

60 Second Extra! - Dimmi che la casa di Andrew Llyod Webber fa schifo…
E' disgustosa, vive in un tugurio, un metro e mezzo per un metro e mezzo, praticamente una pattumiera e un pianoforte, con lo spazio per due persone... No, vive in un posto incredibile, come un palazzo nascosto nella lontana Belgravia. Ha un soffitto di vetro che si apre premendo un bottone. Ero seduto, aspettando che arrivasse, e ho scoperto che il suo soffitto si apriva, quindi ho pensato: "Oh bene, adesso mi fumo una sigaretta". Così ho aperto il suo soffitto e me ne sono accesa una, proprio nel momento in cui è salito dalle scale. Ho pensato: "Oh c***o, ho già perso il lavoro".

60 Second Extra! - E' stato un rischio scritturare dei volti relativamente sconosciuti e uno che non è nemmeno un cantante.
Possiamo metterla così, ma possiamo anche dire che scritturare solo cantanti sarebbe un rischio, perché nel cinema chi sa cantare ma non recita bene sarebbe molto più disastroso di un Fantasma che non canta bene.
Questo è il cinema - è il primo piano. Ciò che importa è ottenere il realismo della storia d'amore e della tragedia, e per questo vogliono attori piuttosto che cantanti. Mi hanno sentito cantare, non è che hanno fatto una scommessa. E te lo dico perché, fidati, me lo son dovuto ripetere un centinaio di volte.

60 Second Extra! - Sei preparato ad essere criticato sulla tua seconda abilità?
Ho sempre voluto che ogni singola nota cantata dal Fantasma fosse infusa completamente di tutti gli intensi conflitti, la solitudine, e del suo desiderio e passione. Se avessero preferito un canto perfetto tecnicamente, non avreste sentito niente di tutto ciò. Esiste una versione di Music Of The Night che è molto più bella di quella nel film,ma è molto meno toccante.

60 Second Extra! - Visto si tratta di un film hollywoodiano, che chance ci sono per un sequel?
Ah, non so. Non m'è nemmeno passato per la testa. I sequels non mi riguardano, e non è nemmeno nel mio contratto. O forse sì…

60 Second Extra! - Ti sei tenuto la maschera?
Sì, me ne hanno data una, ma penso di essermene sgraffignate un paio. Ce n'erano un bel po' in giro. Sono state usate circa 50 maschere durante la lavorazione. Le facevamo fuori molto velocemente.

60 Second Extra! - Stare in tribunale è come recitare?
Ho fatto qualche istanza, niente di che. Ho studiato per due anni per diventare avvocato, ma non mi sono mai qualificato. Una volta che sei qualificato puoi apparire in tribunale, ma posso sì e no affermare che quella roba non vale quanto recitare.

60 Second Extra! - Hai vinto qualche piccola istanza?
Sì, ma ho incasinato un po' le cose - cose che non avresti mai pensato si potessero incasinare. Il mio momento più bello è stato quando stavo comprando due locali per i miei genitori che traslocavano nelle Highlands, e il tipo dal quale stavano comprando uno dei locali stava andando in bancarotta. Quello è stato un processo complicato che è andato per le lunghe. Gran parte degli avvocati dello studio dicevano: "Vedi, se ti applichi in qualcosa, sei fantastico. Hai i requisiti del grande avvocato. Perché non fai la stessa cosa anche per gli altri casi?". Ma il mio cuore non era in quelle cose. Quella era stata una causa alla quale tenevo, per questo è stato probabilmente il momento più bello. A dire il vero, è stato il mese più bello perché c'è voluto un bel po' prima di uscirne.

60 Second Extra! - Gli avvocati avranno pensato fossi pazzo a trasferirti a Londra all'inseguimento di un sogno.
Onestamente? Questa cosa mi spaventa a volte. Non avrei mai preso quella decisione se non fossi stato pazzo in quel momento. E lo ero. E' stata una parte così strana della mia vita che, quando mi guardo indietro, penso: "Ero veramente io?". Mi sento una persona completamente diversa, e poi, se non fossi stato in quel posto, completamente insano, non avrei scelto quella strada. Ma sentivo di aver rovinato tutto, e nell'orrore di questo pensiero c'era un'incredibile sensazione di libertà. Fare quello che volevo veramente fare, riordinare la mia vita, trovare me stesso e seguire qualcosa nel quale credere era un'opportunità fantastica. Adesso mi guardo indietro e vedo che molta gente che ha seguito un percorso simile fa molti sforzi, e penso: "Perché mai avrei dovuto farlo?". Visto che le possibilità di ottenere qualcosa erano per me poche. Sono stato fortunato.

60 Second Extra! - Com'è stata la prima occasione a Londra?
Conoscevo una direttrice di casting che stava assegnando ruoli per la produzione di Steven Berkoff del Coriolanus, e la stavo aiutando. Il giorno dopo, prima di parlare con Berkoff, gli stavo comprando il caffè quando è entrato nel bar per caso. E' stato lì che abbiamo parlato e gli ho detto che mi sarebbe piaciuto leggere una parte dello spettacolo. Non avevo un minimo di fiducia in me stesso nel chiederglielo. Se non gliel'avessi chiesto in quel momento, non sarei seduto qui adesso, perché allora non avevo un agente o altro. Ma ho letto per lui e mi dette la parte e, durante le prove, ne ottenni una per Trainspotting.

60 Second Extra! - Sei stato il Fantasma, e adesso ti stai preparando per interpretare Robert Burns - ruoli non da poco.
Già, e ho anche interpretato Beowulf. Sono stato Attila, Dracula, Beowulf, il Fantasma, Burns - vado forte nei ruoli che danno il titolo al film [title role - N.d.W]. Dico al mio agente: "Passami copioni solo se sono ruoli che danno il nome al film".

Traduzione di Nim
 
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