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| 60 Second Interview with Gerard Butler |
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 60 Second Extra! - Hai iniziato facendo il tirocinio come avvocato? Ho studiato alla
Glasgow University ed sono pure stato il presidente dell'associazione di legge.
Poi ho fatto tirocinio con uno studio legale fantastico a Edimburgo, quando
tutto ha cominciato ad andare male.
60 Second Extra! - Quindi sei stato tu ad obbligarmi a firmare un contratto non-sindacale
prima di iniziare l'intervista? Non ho niente a che fare con le questioni
legali. Leggo a malapena i miei contratti. Adesso che mi son lasciato quei
giorni alle spalle, non voglio rischiare di tornarci per alcun motivo.
60 Second Extra! - Quindi hai abbandonato lo studio legale una settimana
prima di abilitarti?
Sono stato licenziato. E' stato un periodo imbarazzante della mia vita, sentivo
che stavo perdendo il controllo e lo studio è stato sensibile nei miei confronti.
Quindi una settimana prima dell'abilitazione mi dissero: "E' ovvio che non sei
felice, dovresti fare qualcosa in cui credi perché potresti essere perfetto
per quel qualcosa". Non ho mai provato risentimento nei loro confronti, e grazie
a Dio l'hanno fatto altrimenti non sarei qui. Che accadesse una settimana prima
di qualificarmi è stato un po' strano ma, ripensandoci, una settimana prima
è il tipico stile Gerry Butler. Sono molto teatrale.
60 Second Extra! - Starsene seduti nel Dorchester mentre altri ti
portano il pranzo è probabilmente un bel modo per rimembrare il passato?
Certe volte mi vien voglia di chiamarli e dirgli: "Vi ho mai ringraziato per
avermi licenziato?". La settimana prima di essere licenziato, ho visto Trainspotting
a teatro, e ho pensato: "Posso farlo anch'io". Mi stavo rodendo il fegato. Quindi
il giorno dopo essere stato licenziato, mi son trasferito a Londra per inseguire
la carriera di attore. E l'anno dopo ero di nuovo sullo stesso palco con lo
stesso ruolo - Renton in Trainspotting - all'Edinburgh Festival. Tutti gli avvocati
con i quali ho lavorato, inclusi i soci dirigenti che mi avevano licenziato,
vennero allo spettacolo e dopo mi abbracciarono, dicendomi quanto fieri fossero
di me. C'era una bellissima armonia nell'intera situazione.
60 Second Extra! - Com'è stato il tuo provino a casa di Andrew Lloyd
Webber?
Non ero nervoso di cantare per Andrew, fino a quando non s'è messo al pianoforte.
Stavo per cantare il suo pezzo, Music Of The Night, e la gamba ha iniziato a
muoversi separatamente rispetto al mio corpo. Ho subito pensato: "Oh mio Dio,
sto per cantare una delle più famose canzoni di tutti i tempi di fronte al suo
compositore, uno dei più famosi compositori di tutti i tempi, e hey, non sono
un cantante".
60 Second Extra! - Dimmi che la casa di Andrew Llyod Webber fa schifo…
E' disgustosa, vive in un tugurio, un metro e mezzo per un metro e mezzo, praticamente
una pattumiera e un pianoforte, con lo spazio per due persone... No, vive in
un posto incredibile, come un palazzo nascosto nella lontana Belgravia. Ha un
soffitto di vetro che si apre premendo un bottone. Ero seduto, aspettando che
arrivasse, e ho scoperto che il suo soffitto si apriva, quindi ho pensato: "Oh
bene, adesso mi fumo una sigaretta". Così ho aperto il suo soffitto e me ne
sono accesa una, proprio nel momento in cui è salito dalle scale. Ho pensato:
"Oh c***o, ho già perso il lavoro".
60 Second Extra! - E' stato un rischio scritturare dei volti relativamente
sconosciuti e uno che non è nemmeno un cantante.
Possiamo metterla così, ma possiamo anche dire che scritturare solo cantanti
sarebbe un rischio, perché nel cinema chi sa cantare ma non recita bene sarebbe
molto più disastroso di un Fantasma che non canta bene.
Questo è il cinema - è il primo piano. Ciò che importa è ottenere il realismo
della storia d'amore e della tragedia, e per questo vogliono attori piuttosto
che cantanti. Mi hanno sentito cantare, non è che hanno fatto una scommessa.
E te lo dico perché, fidati, me lo son dovuto ripetere un centinaio di volte.
60 Second Extra! - Sei preparato ad essere criticato sulla tua seconda abilità?
Ho sempre voluto che ogni singola nota cantata dal Fantasma fosse infusa completamente
di tutti gli intensi conflitti, la solitudine, e del suo desiderio e passione.
Se avessero preferito un canto perfetto tecnicamente, non avreste sentito niente
di tutto ciò. Esiste una versione di Music Of The Night che è molto più bella
di quella nel film,ma è molto meno toccante.
60 Second Extra! - Visto si tratta di un film hollywoodiano, che chance
ci sono per un sequel?
Ah, non so. Non m'è nemmeno passato per la testa. I sequels non mi riguardano,
e non è nemmeno nel mio contratto. O forse sì…
60 Second Extra! - Ti sei tenuto la maschera?
Sì, me ne hanno data una, ma penso di essermene sgraffignate un paio. Ce n'erano
un bel po' in giro. Sono state usate circa 50 maschere durante la lavorazione.
Le facevamo fuori molto velocemente.
60 Second Extra! - Stare in tribunale è come recitare?
Ho fatto qualche istanza, niente di che. Ho studiato per due anni per diventare
avvocato, ma non mi sono mai qualificato. Una volta che sei qualificato puoi
apparire in tribunale, ma posso sì e no affermare che quella roba non vale quanto
recitare.
60 Second Extra! - Hai vinto qualche piccola istanza?
Sì, ma ho incasinato un po' le cose - cose che non avresti mai pensato si potessero
incasinare. Il mio momento più bello è stato quando stavo comprando due locali
per i miei genitori che traslocavano nelle Highlands, e il tipo dal quale stavano
comprando uno dei locali stava andando in bancarotta. Quello è stato un processo
complicato che è andato per le lunghe. Gran parte degli avvocati dello studio
dicevano: "Vedi, se ti applichi in qualcosa, sei fantastico. Hai i requisiti
del grande avvocato. Perché non fai la stessa cosa anche per gli altri casi?".
Ma il mio cuore non era in quelle cose. Quella era stata una causa alla quale
tenevo, per questo è stato probabilmente il momento più bello. A dire il vero,
è stato il mese più bello perché c'è voluto un bel po' prima di uscirne.
60 Second Extra! - Gli avvocati avranno pensato fossi pazzo a trasferirti
a Londra all'inseguimento di un sogno.
Onestamente? Questa cosa mi spaventa a volte. Non avrei mai preso quella decisione
se non fossi stato pazzo in quel momento. E lo ero. E' stata una parte così
strana della mia vita che, quando mi guardo indietro, penso: "Ero veramente
io?". Mi sento una persona completamente diversa, e poi, se non fossi stato
in quel posto, completamente insano, non avrei scelto quella strada. Ma sentivo
di aver rovinato tutto, e nell'orrore di questo pensiero c'era un'incredibile
sensazione di libertà. Fare quello che volevo veramente fare, riordinare la
mia vita, trovare me stesso e seguire qualcosa nel quale credere era un'opportunità
fantastica. Adesso mi guardo indietro e vedo che molta gente che ha seguito
un percorso simile fa molti sforzi, e penso: "Perché mai avrei dovuto farlo?".
Visto che le possibilità di ottenere qualcosa erano per me poche. Sono stato
fortunato.
60 Second Extra! - Com'è stata la prima occasione a Londra?
Conoscevo una direttrice di casting che stava assegnando ruoli per la produzione
di Steven Berkoff del Coriolanus, e la stavo aiutando. Il giorno dopo, prima
di parlare con Berkoff, gli stavo comprando il caffè quando è entrato nel bar
per caso. E' stato lì che abbiamo parlato e gli ho detto che mi sarebbe piaciuto
leggere una parte dello spettacolo. Non avevo un minimo di fiducia in me stesso
nel chiederglielo. Se non gliel'avessi chiesto in quel momento, non sarei seduto
qui adesso, perché allora non avevo un agente o altro. Ma ho letto per lui e
mi dette la parte e, durante le prove, ne ottenni una per Trainspotting.
60 Second Extra! - Sei stato il Fantasma, e adesso ti stai preparando per
interpretare Robert Burns - ruoli non da poco.
Già, e ho anche interpretato Beowulf. Sono stato Attila, Dracula, Beowulf, il
Fantasma, Burns - vado forte nei ruoli che danno il titolo al film [title role
- N.d.W]. Dico al mio agente: "Passami copioni solo se sono ruoli che danno
il nome al film".
Traduzione di Nim
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