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Emily Mortimer intervista Gerard Butler        
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intervista Gerard Butler www.gerardbutler.net Emily Mortimer per Interview Magazine 01/12/2004

Ha lasciato i suoi abiti e mutande per quelle di mascalzoni, agenti e vampiri. Ora è l'uomo dietro la maschera. Assumendo il ruolo del protagonista nel nuovo film di Joel Schumacher, da un adattamento dell'opera di Andrew Lloyd Webber, il Fantasma dell'Opera, ha conquistato una posizione più prestigiosa nell'ambito degli attori.
Ma ringraziando Dio, il Gerard Butler dalle larghe spalle ed alto 1,88, si è dimostrato al di sopra del compito. E' un'interpretazione di svolta per il 35enne scozzese, che si è tranquillamente creato una reputazione dando profondità a personaggi complicati, spesso stravaganti ruoli principali in piccoli film eponimi come "Dracula 2000" e "Attila". Ma ora il profilo di Butler sta diventando più concomitante alla sua statura fisica con il ruolo in "Phantom" ed un altro nuovo film, "Dear Frankie" nel quale interpreta un misterioso uomo che si finge un padre a lungo assente per una sfortunata madre single, interpretata da Emily Mortimer. Lei si è messa in contatto con Butler in Islanda, sul set del suo ultimo film "Beowulf e Grandel".

Emily Mortimer: Senti, il "Fantasma dell'Opera". Voglio che tu me ne parli. Ma prima di tutto, tu non sapevi prima se saresti stato in grado di cantare, non è vero?

Gerard Butler: Beh, prima avevo cantato in una rock band, così sapevo che ero in grado di tenere un paio di note; ma questo era per divertimento, e c'era un sacco da strillare. Per mio piacere io preferisco sempre cantare ballate e musica più emotiva. Così, abbastanza stranamente, quando (il progetto) del Fantasma continuò ad andare avanti, sembrò cominciare ad avere un senso. Presi due lezioni (di canto) prima di incontrare Joel. Non volevo trovarmi in imbarazzo perchè sapevo che probabilmente avrei dovuto cantare per Joel e Andrew Lloyd Webber. Così andai a finire a casa di Andrew, cantando in una stanza che non era stata disegnata per cantare, con Andrew Lloyd Webber seduto dietro di me. E mi dicevo: "Cosa sto facendo qui? Non so cantare" (ride) Fu terribile. Come tu sai, tutto ciò accadeva mentre stavamo girando Dear Frankie insieme.

EM: Si, mi ricordo. Ogni volta che facevamo una pausa, ti vedevo startene con la testa tra le mani che cantavi alle tue scarpe. (ride) Parlavi anche di come tu realmente ti relazionavi alla tristezza del Fantasma, e che usavi ciò per portarlo alla realtà.

GB: C'era qualcosa che sia io che Joel apprezzavamo. Il ruolo del Fantasma appare sempre molto teatrale, ed io davvero non l'ho fatto mio fino a quando non l'ho sentito con la musica. E' stato allora che ho realmente compreso l'elemento umano del suo viaggio, la sua brama di amore e compagnia. C'era un uomo che aveva così tanto da dare ed in molti modi è stato insultato da tutti. Credo che nel momento più solitario della mia vita, mi sono sentito proprio così od ho avuto paura di potermi sentire così.

EM: I tuoi personaggi hanno sempre nomi come "il Fantasma" o "Attila" o "Dracula" o "Beowulf" che stai facendo adesso. Hai uno struggente desiderio di fare un ragioniere di nome Brian?

GB: (ride) Beh, la ragione è che la maggior parte di questi personaggi hanno avuto il nome nel titolo.

EM: Comunque, davvero ti voglio vedere in un film intitolato "Brian". (Butler ride). Ne abbiamo anche parlato riguardo "Dear Frankie" in cui il tuo personaggio è chiamato, malgrado tutto "lo Straniero". Ogni giornalista donna che ha parlato con me riguardo questo film, mi ha chiesto com'è stato baciare Gerard Butler.

GB: Scusa. Fermati. Com'è stato baciare Gerard Butler?

EM: E' stato eccellente, specialmente in retrospettiva perchè ho reso furiose di gelosia tutte quelle donne. Com'è stato per te tornare in Scozia per fare quelle riprese?

GB: E' stato divertente ricapitare a Glasgow ed incontrarmi con i vecchi amici, perchè ora che i miei genitori si sono trasferiti nelle Highlands, normalmente ci capito di passaggio (a Glasgow). Andare a Glasgow mi ha davvero ricaricato le batterie.

EM: (ride) E' stato interessante scoprire che sei arrivato alla recitazione abbastanza tardi. Prima facevi l'avvocato. Tua madre deve essere inorridita!

GB: E' stato molto peggio perchè sono stato realmente licenziato da un grosso studio legale di Edimburgo. Avevo raggiunto un sacco di buoni obiettivi prima di questo: sono stato presidente della mia classe, ai vertici della mia scuola, ho ottenuto un ottimo posto lavorativo, con un buon fisso. Ma ero un'infelice. Bevevo troppo, e sapevo in cuor mio che essere un avvocato non era quello che desideravo. Comunque ad un certo punto mi assentavo dal lavoro così spesso che ho avuto il mio ultimo ammonimento, ed abbastanza stranamente, una settimana prima, ero andato a vedere "Trainspotting", la rappresentazione, al Festival di Edimburgo, ed ho avuto un colpo al cuore guardando quel ragazzo che fa il ruolo principale, Renton, pensando: "Io lo posso fare". Così, dopo che mi assentai ancora dal lavoro, loro (lo studio) mi mandarono via. Dovetti chiamare mia madre quella sera e dirgli: "So che pensavi che sarei diventato un avvocato, ma non succederà. Mi hanno appena licenziato".

EM: Ed ora sto per diventare uno sculettante attore!"

GB: (ridono entrambi) Quello veramente avvenne il giorno dopo. Feci i bagagli ed andai a Londra. E' stata come una caduta libera, ma c'era in questo qualcosa di incredibilmente eccitante. Un giorno sentii che stavano facendo delle audizioni per "Trainspotting" e cercavano qualcuno per il ruolo di Renton. Non avevo un agente, così presi una mia piccola foto e vi scrissi il mio numero (di telefono) sopra. Il regista mi chiamò, andai e lessi da un libro, facendo due parti, saltando da una sedia all'altra; nella mezz'ora successiva dovetti convincerli che non ero sotto effetto di qualche droga. Finì che ottenni il lavoro, così, un anno dopo, tornai ad Edimburgo recitando in Trainspotting. Anche quelli che lavoravano nello studio legale vennero a vederlo. E gli piacque molto.

EM: Sembra quasi un film che dovremmo fare: un avvocato che manda all'aria tutto per fare l'attore.

GB: Dovremmo chiamarlo "Quello che Butler sega (taglia)".

EM: Credo che dovremmo chiamarlo "Brian".

Traduzione di Giorgia


(Nella foto: Gerard Butler e Emily Mortimer)
 
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