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Man in fire        
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intervista Gerard Butler 7x7 Magazine Stephanie Scott 4/2005

Il fusto dietro la maschera del Fantasma è la nuova faccia sexy ad Hollywood. Nel dramma dolceamaro Dear Frankie e nel ben fatto film di calcio di questo mese, The Game of Their Lives, l'attore scozzese Gerard Butler ci mostra che è qualcosa di più di uno che fa turbinare il mantello cantando canzoni sdolcinate.

Gerard Butler è stanco. Sono le 11,30 di un martedì mattina, e l'affabile scozzese è appena emerso dalla sua camera d'albergo ad Hollywood, lo splendore del sonno è ancora evidente sulla sua faccia. E' arruffato, ispido e quasi troppo accessibile in una consunta maglietta di cotone color crema, sfortunatamente rovinata e con la quale probabilmente ha dormito. Mi sento come se l'avessi sorpreso in un momento intimo - quella piccola finestra del tempo quando uno non è del tutto sveglio ed è vulnerabile al mondo. Ci sediamo (tira indietro la sedia per farmi sedere). Si stiracchia (rivelando un torace abbronzato che la sua maglietta riesce a stento a coprire). Si toglie i lucidi occhiali da sole - la sua unica connotazione da star del cinema - ed accende la sua prima sigaretta assorbendo il fumo come un vecchio amico. Il sole di Los Angeles si spande lungo il patio del Sunset Marquis, dove beviamo dei cappuccini al doppio latte - una speciale richiesta di Butler - accanto ad una piscina assurdamente blu. Ci siamo tenuti lontani dal solito tavolo del bar frequentato da molte mega star come Mick Jagger o J. Lopez, che sembra connotare questi posti. Sembra proprio che Gerry voglia rifugiarsi da qualche parte lontano dalla frenesia dei flash, in una piccola, più privilegiata privacy, quella che piace di più a lui stesso.

Ma torniamo a Butler stanco. La sua tabella di marcia durante gli ultimi anni ha cominciato a rivaleggiare con quella di Jude Law. Il trentacinquenne attore è comparso in un film dietro l'altro come Tomb Rider 2 e Timeline nel 2003, l'ultimo anno con il Fantasma (nel quale ha sorpreso tutti con una voce sexy da tenore rock), nell'ultimo mese Dear Frankie, questo mese The game of their lives ed il prossimo Beowulf e Grendel nel quale ha il ruolo di un intrepido cavaliere medievale che affronta Grendel, un mostro mangiatore di uomini. Infatti ha appena finito di girarlo in Islanda - un'esperienza spirituale, come dice lui. Il prossimo sarà Burns, nel quale Butler interpreterà il famoso poeta scozzese del 18° secolo Robert Burns, accanto a Julia Stiles come sua musa.

"Mi sento come se avessi vissuto con la valigia in mano per un sacco di tempo" , dice, girando un dito intorno ad un ipotetico globo elencando i posti dove è appena stato: Los Angeles, New York, Londra (dove risiede abitualmente), Bangkok, Tokyo, Bali, Sydney e di nuovo a Los Angeles. San Francisco non compare in questa lista, ma il solo menzionare il nome di questa città accende in Butler quel tipo di entusiasmo che molta gente riserva a Parigi.

"L'ultima volta che sono partito da San Francisco, c'era un pò di tristezza. Mi sembra sempre come se stessi lasciando qualcosa di meraviglioso" riflette. "Amo la sua gente, la sua configurazione, la sua architettura."

Così ecco un'altra cosa che sappiamo di Butler: è alto. Alto in un modo che il grande schermo nasconde, dove tutti sembrano alti, finchè non li incontri, tipo Tom Cruise, e rende i film di Hollywood magici. Ha un accento scozzese che gli permette di riferirsi a sua nonna (granmother) come "gran" (nonnina), continuando ad avere un suono mascolino, di pronunciare "cool" (fico) come "kewl", nella maniera più sensuale e di impepare le sue storie con piccanti termini che possono essere offensivi se detti con un accento americano, ma che suonano semplicemente affascinanti quando rotolano sulla sua lingua.

Sua madre e sua nonna l'hanno cresciuto in una famiglia strettamente cattolica in un quartiere della classe lavoratrice di Glasgow, e sebbene smaniasse per recitare, si distinse a scuola ed andò all'università di Glasgow per fare l'avvocato - si, l'avvocato -. Fortunatamente per noi, Butler non fu mai tagliato per la corte di un tribunale: il percorso dai suoi giorni come scolaro alla sua vita come attore furono caratterizzati da "un'enorme quantità di alcool e droga, alcuni anni di depressione ed infine un licenziamento", dice.
"Ero talmente abbattuto che sarebbe potuta essere tutto così il resto della mia vita. Non era quello che volevo. Divenni molto disilluso, depresso - pensavo di aver perduto il senno. Quando mi licenziarono, mi dissero: "Guarda, ti stiamo facendo un favore, vai e segui i tuoi sogni." Il giorno dopo, letteralmente raccattai la mia roba, la buttai in una borsa ed andai a Londra."

Se fosse un racconto di favole (od un film di Rob Reiner), il resto è storia. Nella vita di Butler il resto include le dissolute storie di folli lavori di recita, come l'impiego come modello seminudo - spalmato d'olio e coperto solo di catene ed un perizoma nero, in mezzo ad altri sei ragazzi, come una perversa renna che trascina la slitta di Santa Claus, ad una festa di Natale.
"Non avevamo idea (di quello che stava succedendo) fino a che non ci trovammo lì. Fu una delle cose più strane che abbia mai fatto" dice, dopo essersi alzato dalla sedia per ricreare la scena: l'olio, il perizoma ed il supremo imbarazzo di ciò che un ragazzo sperimenta sulla sua strada per diventare famoso.

Butler è del tutto teatrale. Più volte durante la nostra intervista, butta l'accendino e salta su per rifare una scena della storia che sta raccontando. Si muove in continuazione. Siede in avanti, si appoggia indietro, si stiracchia, fuma, salta su, si risiede, sorseggia il caffè - e ancora ripete la storia. Nonostante queste rappresentazioni estemporanee, c'è qualcosa di autentico in Butler. Non ha i denti smaglianti a diamante che così spesso si vedono alle altre star, ed il suo soriso è un pò storto. I suoi capelli sono un corto taglio scuro scomposto. Il suo viso è difeso da una ispida barba. Con Butler nessuna domanda sembra proibita, anche quando si arriva alle stupidaggini personali che le sue fans muoiono di sapere. No, non ha una fidanzata. Egli "non è proprio la miglior persona per dare alle cose una probabilità di primo acchitto", non importa il fatto che egli è dappertutto attualmente. Si, sicuramente sente che il suo stile di vita turbinoso lo tiene lontano dal matrimonio e dai figli e no, non è sicuro di come fare a conciliare ciò, tranne il dire che non pianifica di essere sempre così impegnato. Non ha neppure paura di ammettere che i copioni del Fantasma e di Dear Frankie l'hanno fatto piangere. Butler sembra pronto ad immedesimarsi in qualunque prossima interpretazione debba affrontare. Per il Fantasma era nervoso per il fatto di contrastare l'iconico ruolo teatrale di Michael Crawford, ma spinse via la trepidazione - forse con l'aiuto di un rapido colpo da macchina della nebbia che funziona a pieno regime - e si calò nella sua personale interpretazione della parte.

"Il pubblico ha sempre un'aspettativa e tutto quello che tu puoi fare è dare l'interpretazione che tu ritieni giusta, capisci?" dice riguardo ai confronti con Crawfors. Riguardo ad uno spiacevole articolo, aggiunge: "Ciò che interessa è, le vere ragioni per cui alcune persone apprezzano la tua interpretazione sono le stesse cose per cui altre persone considerano la tua interpretazione brutta".
Ma nessuno, nessuno, può negare che Butler sa far roteare una mezza cappa.
"Mi riusciva abbastanza bene far roteare il mantello. Ho cercato di essere un Fantasma un pò meno teatrale - la maggior parte di roteate di mantello avvengono nella rappresentazione del Don Juan" protesta. "Nel duello con le spade, uso il mantello come un'arma. E poi... un paio di altre volte... sì, è proprio così, semplicemente, questo gesto è maledettamente giusto, non credi?"

In Dear Frankie, che esce a marzo, è come un anti Fantasma. Dove il Fantasma era uno spettacolo di opulenza, un'opera di grande budget, Dear Frankie è semplice, un coraggioso piccolo racconto dove gli unici fronzoli vengono dal talento del suo cast. Butler riveste il ruolo di un affacsinante straniero - il nome del suo personaggio negli interpreti è "lo straniero" - che naviga nelle vite di una madre single, Lizzie (interpretata da Emily Mortimer) e del figlio sordo di lei, Frankie (Jack MCElhone). E' una dolce amara, commovente interpretazione di poche parole ed un meraviglioso bacio che si schiude dolorosamente lento in tempo reale, che tu ti ritrovi a trattenere il fiato.
"Quel bacio dice molto più di quello che si potrebbe spiegare" Butler afferma. "La bellezza di Dear Frankie è come ti risucchia, in un modo molto umano. Voglio dire, è così spontaneo che ha il coraggio di essere dolce."

E poi questo mese c'è il dramma calcistico The Game Of Their Lives, una ricostruzione cinematografica della vera storia di una squadra americana di neofiti che batterono gli inglesi nonostante tutti i pronostici, nelle prime gare della Coppa del mondo nel 1950.
Butler riveste il ruolo di Frank Borghi, il portiere che apparentemente sfidò la fisica e la gravità per portare la squadra alla vittoria. Con David Auspaugh a capo, accanto al produttore- sceneggiatore Angelo Pizzo - il duo che ha fatto Hoosiers e Rudy - possiamo aspettarci una storia che è destinata a far crescere il magone negli uomini.

Dopo aver discusso di tutti e cinque i recenti film, le chiacchere ad alto livello come quella che lo vogliono come il prossimo James Bond (che egli nega) e la sua tabella di marcia senza riposo, Butler dice: "C'è da essere molto tristi per il successo, visto che c'è una modificazione in te stesso che accade molto in profondità. Forse aggiunge un pò di fiducia, un pò di sicurezza; fa si che il sorriso sulla tua faccia sia un pò più genuino, non credi?"
"E' bello quando vieni notato per il lavoro di cui sei orgoglioso. Mi rende molto più orgoglioso se qualcuno mi nota per Dear Frankie, che non se pensano che io sia sexy in un film come Tomb Rider" dice.
"Il fatto che tu hai toccato l'anima di qualcuno o lo fai ridere - è una cosa meravigliosa."

Ma che dice riguardo a quelle fans, che a dispetto del suo talento, insistono implacabili sul suo aspetto?
"Io penso: Grazie Dio che ci sia gente su questo pianeta che ha del buon gusto!" dice, e subito scoppia in una risata.

Traduzione di Giorgia
 
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